1 - Il baseball in Italia durante la Grande Guerra

E' online sul sito della F.I.B.S., nella pagina dedicata al suo Museo Virtuale, la memoria presentata da Roberto Bugané al Convegno di Studi "Lo sport alla Grande Guerra" tenutosi a Firenze presso l'Istituto Geografico Militare ed organizzato dalla Società Italiana di Storia dello Sport e dalla Società Italiana di Storia Militare il 9 e 10 maggio. 

Il convegno ha visto la partecipazione dei maggiori storici dello sport italiani ed di uno studioso francese. 

Sono state presentate ben 35 memorie fra le quali ha ben figurato quella presentata a nome della F.I.B.S..

Nel sito federale una completa presentazione introduce al testo della memoria e , in un documento .pdf, delle immagini che la documentano.

Pubblicato il 17 maggio 2014

 

 

 

 

2 - Importanti documenti ci raccontano il primo campionato FIBS del 1949.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel 1948 Max Ott, fondatore della  Lega Italiana Baseball, nella sua opera di proselitismo in favore del baseball convinse la Libertas Bologna a lasciare il softball per il baseball. Questa opera di promozione del baseball ai danni del softball indusse il romano Guido Graziani a fondare alla fine del 1948 l’Associazione Italiana Baseball che nel giro di poche ore venne ribattezzata Federazione Italiana Baseball Softball, la prima FIBS italiana. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le due organizzazioni si contrapposero e nel 1949 organizzarono due campionati italiani. Alla FIBS aderirono non solo squadre del sud ma anche squadre del norditalia. Il campionato FIBS, che scattò il 26 giugno 1949, vide ai nastri di partenza  B.C. Lazio, Ferrovieri,  Libertas Roma, Libertas Rimini, B.C. Modena, B.C. Alessandria. Il campionato venne vinto dalla B.C. Lazio.

Gianni Sbarra, ex giocatore del B.C. Lazio, ha donato uno Score Book dell’epoca all’interno del quale vi è lo score della partita di quel campionato giocata fra B.C. Lazio e B.C.Modena il 3 luglio all’ombra della Ghirlandina. Questi documenti, a cui va aggiunto il volantino originale dell’epoca  dedicato alla partita, e numerosi ritagli di giornali con le cronache delle partite, donati di recente dalla Famiglia Volpato grazie all’interessamento di Enzo Virdia, anche lui ex giocatore della Lazio, costituiscono una documentazione veramente ragguardevole che suggerisce una prossima pubblicazione tutta dedicata a quel campionato.

In Galleria i ruolini.

Pubblicato il 20 maggio 2014

3 - In luce il baseball nel resoconto finale del convegno “Lo sport alla Grande Guerra”

E’ stato pubblicato sul sito della Siss il resoconto finale del Convegno di Studi “Lo sport alla Grande Guerra”. Nel testo, a firma della presidente della Siss, la professoressa Angela Teja, in evidenza la memoria sul baseball presentata dal responsabile del Progetto Museo della FIBS.

 

Vi si può leggere:

 

E’ così che lo sport riuscì a prevalere sulla ginnastica anche in Italia, con le sue varie specialità, alcune importate ex novo a seguito delle truppe americane, come il baseball raccontato da Roberto Buganè, storico della Federazione Baseball Softball, creatore di un ormai storico museo virtuale visibile nel suo sito. 

Egli ha raccontato che fu un reggimento di fanteria americano quello che, nel suo campo di addestramento nei pressi di Villafranca,  illustrò alle truppe italiane e ai suoi comandanti questo gioco in cui i soldati alleati

erano maestri.  R. Buganè ha scovato nell’archivio dell’Istituto Luce un bel filmato che illustra quel momento e che ha proiettato, con indubbio successo, all’attento pubblico del Convegno accorso numeroso all’Istituto Geografico Militare di Firenze.

 

Un gradito riconoscimento che ripaga dell’impegno profuso nella ricerca storica sugli sport curati dalla FIBS.

1918 - Partita  fra squdre  americane in provincia di Verona

Pubblicato il 23 maggio 2014

 

 

4 - Due campioni del baseball italiano. Insieme in una foto del 1957

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Una importante donazione al Museo della FIBS.

Il cospicuo patrimonio fotografico ha visto l’arrivo di una importante e fino ad oggi mai vista fotografia scattata nel 1957. Vi sono ritratti Lou Campo e Giulio Glorioso. Siamo sul campo dello Stadio Torino di Roma, lo stesso stadio che aveva visto la prima partita internazionale dell’Italia nel 1952. 

E’ il 26 maggio, 2^ giornata del girone di andata, si gioca la partita S.S.Lazio vs Pirelli Milano. I due campioni sono in campo per ricoprire entrambi il ruolo di manager delle due squadre. La partita vedrà la vittoria dei romani per 13 a 9.

 Questo il resoconto della partita pubblicato sul numero 9 di “Baseball Softball” del 30 maggio.

“... Solo a Roma, quantunque per tutta la notte del sabato fosse piovuto, la Lazio è riuscita, grazie al sole spuntato inaspettatamente nella giornata domenicale, a giocare la sua seconda partita casalinga contro l’altra squadra milanese: la neo-promossa Pirelli. Una squadra, quella aziendale, con tutte le incognite che accompagnano le compagini provenienti dalla serie minore, e che per la prima volta si presentava a Roma, almeno in veste di partecipante alla massima divisione. A dire il vero non ci si aspettava di vedere una squadra  così ben dotata. Una vera sorpresa, specialmente in fase di attacco, ove si son viste le cose migliori, mentre di contro, la prestazione difensiva è stata talvoltaaddirittura desolante, tanto che la Lazio, la quale non è andata nemmeno lei esente da errori,  è riuscita a prevalere con disinvoltura, specialmente dopo il quarto inning.

 

 

 

 

Stretta di mano fra hallfamer: a sinistra Lou Campo, a destra Giulio Glorioso

Bene o male i biancoazzurri romani hanno ben superato anche il secondo ostacolo; si ricordino, però, che non tutte le squadre commetteranno errori come ne hanno commessi le due milanesi, e pertanto bisogna ricordarsi che le partite si debbono vincere, non bisogna attendere che le avversarie si facciano sconfiggere”.

La partita del girone di ritorno vedrà ancora vittoriosa la Lazio con il risultato di 8 a 4.

La foto è stata donata da Giulio Glorioso.

Pubblicato il 19 giugno 2014

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

5 - Carlo Tagliaboschi, la gloria nettunese, con la divisa della S.S. Lazio

Un altro indimenticabile alla ribalta. E’ Carlo Tagliaboschi, uno dei “nove uomini d’oro” dell’epopea nettunese. In questa foto del 1967, ormai al termine della sua gloriosa carriera sportiva, lo vediamo vestire i colori della Incom Lazio del suo grande amico ed estimatore Giulio Glorioso.

Siamo sul campo dell’Acqua Acetosa in Roma, è il 3 settembre e si sta svolgendo la partita del girone di ritorno della Serie A fra la Incom Lazio e il Nettuno B.C.. In tutta evidenza la serietà e l’impegno agonistico di “Carletto” nella conquista della prima base difesa da Franklin Mack.

La partita del pomeriggio si concluderà con la vittoria del Nettuno con il punteggio di 9 a 5 mentre quella in notturna vedrà prevalere ancora i tirrenici per 7 a 6 al termine di una combattutissima partita.

Le partite del girone di andata giocate il 4 giugno si erano concluse con risultati molto simili e cioè di 9 a 6 e 7 a 6, ancora in favore del Nettuno. 

Tagliaboschi raggiunge salvo la prima base.

Tagliaboschi lanciatore per la Incom Lazio

Anche il 1968 vedrà Tagliaboschi con i colori biancoazzurri. Sarà ancora in pedana, in quel ruolo che lo ha reso immortale nel modo del baseball italiano.

Pubblicato il 20 giugno 2014

 

 

 

6 - Frank Sinatra, la Lazio baseball e i quattro amici al bar

Fino ad oggi è stata on line nella pagina “Approfondimenti e curiosità” del museo virtuale della FIBS la foto qui a lato che ricorda l’incontro nel 1953 di un gruppo di giocatori della S.S. Lazio baseball, alla RAI, con Frank Sinatra. Questo il video dell’incontro.

Da un po’ di tempo a questa parte l’Archivista si è ritrovato a parlare del baseball e del softball di tanti anni fa con dei veri pionieri dei nostri sport in Italia. Si tratta di Giulio Glorioso, classe 1931, Gianni Sbarra del ’29 ai quali recentemente si è aggiunto il meno “giovane” del gruppo Enzo Virdia del ’28, gruppo nel quale, senza merito, entro anch’io che con il mio 1938 ci faccio la figura del ragazzino. Occasionalmente si è unito al gruppo Antonio Buccioni presidente della Polisportiva Lazio.

Questi signori con grande generosità hanno donato, o prestato per la copia, introvabili documenti d’epoca, gli ultimi presentati in questo sito provengono da queste fonti.

Nell’ultimo incontro accaduto pochi giorni fa Enzo Virdia, giocatore di softball maschile a Roma negli anni ’40 e successivamente  di baseball con la Lazio, ha osservato che la foto citata più sopra è un falso, o meglio non racconta tutta la verità. Verità che ha voluto svelare donando al museo FIBS la foto originale di quell’incontro. Nella foto vi si vede infatti anche Enzo Virdia, il primo giocatore a destra. Sono in corso le operazioni sul sito FIBS per rendere ragione ad Enzo.

 

 

 

 

 

 

 

 

La vecchia foto.

La nuova foto.

Ritornando ai personaggi richiamati, Gianni Sbarra fu la tessera N.1 ed Enzo Virdia la N.8 della associazione Italiana Baseball, l’A.I.B., fondata da Guido Graziani nel 1948 che fondendosi con la Lega Italiana Softball, la L.I.S.,si trasformò in F.I.B.S. . non si è ancora chiarito in maniera certa se dopo due ore o dopo due giorni dalla fondazione della A.I.B.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tessera A.I.B. N. 1

di

Gianni Sbarra

1948

Tessera A.I.B. N. 8

di

Vincenzo Virdia

1948

 

Aggiornato il 21 agosto 2014

 

 

7 - I luoghi dimenticati del batti  e corri romano.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Parlando di baseball e softball pionieristici a Roma si è citata molto spesso Piazza di Siena a Villa Borghese. Lo si è fatto ricordando la partita del 1889 fra le squadre di professionisti americane guidate a A.G. Spalding, così come parlando degli allenamenti dei giovani romani capeggiati da Guido Graziani nel 1919. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel dopoguerra della seconda guerra mondiale a Roma si giocò, grazie al materiale distribuito dalla Y.M.C.A. romana diretta da Guido Graziani, in moltissimi spazi liberi della città. Non poté mancare fra questi ancora Villa Borghese, ma non fu Piazza di Siena a vedere all’opera i giovani romani, ma il “Parco dei Daini”, il grande piazzale retrostante l’edificio della Villa Borghese. In due delle foto che presentiamo, scattate il 4 novembre 1946,  vediamo un gruppo di giovani che si prestano ad una foto su quel campo ed 

Enzo Virdia che si prepara alla esecuzione di una smorzata, dietro di lui un ragazzo pronto a ricevere il lancio.

A Enzo Virdia, donatore delle immagini presentate, è indirizzata la dedica sulla foto del lanciatore di softball, foto del 3 novembre 1946. Siamo qui invece sul campo dell’Acqua Acetosa, non quello che tutti conosciamo oggi, ma quello su cui si giocava allora, oggi dedicato all’atletica leggera, poco distante dal Centro di preparazione Olimpica dell’Acqua Acetosa.

Una notazione sul Parco Dei Daini: oggi è facile vedervi gruppi di asiatici giocare partite di cricket.

Pubblicato il 22 giugno 2014

8 - I Pulcini di Graziani

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Guido Graziani, che già nel 1919 si era fatto promotore con la Y.M.C.A. del baseball a Roma, vedere la foto che lo ritrae con indosso la pettorina da ricevitore fra giovani romani a Villa Borghese, a partire dal 1945 lanciò il softball fra i giovani della città Eterna. Già nel 1946 vennero organizzati tornei ed un Campionato Italiano.

Fondata la L.I.S. nel 1947, si preoccupò di renderla vitale cercando di diffondere il nuovo sport non solo fra fra i giovani più avanti con gli anni, ma anche fra i bambini. Come lo attesta lo stesso Graziani, nel 1947 organizzò la categoria Pulcini, ideando per questa anche uno stemma, semplice ma molto significativo, un pulcino che tiene sotto un’ala una mazza.

Venne disputato un campionato che fu appannaggio dall’Ederetta, la sezione giovanile dell’Edera, la società che nel 1946 aveva vinto il campionato italiano, successo che ripeterà nel 1947.

Alla fine del 1947 si contavano nella categoria “Pulcini” 80 giocatori, 7 squadre che parteciparono a 2 tornei e disputarono 25 incontri.

Nell’archivio del Museo F.I.B.S. sono conservate alcune fotocomposizioni provenienti dall’archivio Graziani, purtroppo andato disperso. A queste foto se ne è aggiunta una recentissimamente donata da Enzo Virdia. 

Questa foto ritrae un adulto intento a dare spiegazioni sul gioco ad un gruppo di bambini. Una foto molto simile, differisce solo in alcuni particolari, a una delle foto nella fotocomposizione.

Purtroppo l’iniziativa non ebbe seguito, si dovrà attendere la fine degli anni ’50 per vedere nascere la categoria Babe Ruth nella F.I.PA.B..

Pubblicato il 24 giugno 2014

9 - Refuso o ignoranza?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Recentemente è stata ritrovata una interessante foto d’epoca pubblicata su “La Domenica sportiva” del 16  novembre 1919. Si tratta di una foto scattata in uno stadio americano di baseball durante una partita professionistica. Nulla di particolare quindi, la foto probabilmente venne ritenuta interessante per mostrare agli italiani quali grandi folle assistevano a quegli incontri negli Stati Uniti.

E allora cosa ha attratto la nostra attenzione? La didascalia della foto. Recita: “Una partita di golf in America”.

Viene immediatamente da pensare ad un errore dovuto alla mancata conoscenza da parte del giornale di quello sport nuovo in Italia.

Ma è proprio così? Lo stesso giornale ci ha dimostrato in più di un’occasione di conoscere il baseball.

Già nel numero dell’11 giugno 1916 dedicò l’intera pagina di copertina, della rubrica dedicata al calcio, ad un giocatore che sta battendo sul campo di football di Genova, altre due pagine all’interno presentano diverse foto di azioni di gioco.

A giugno del 1918 dedicò due foto alla partita che il 19 maggio 1918 venne disputata fra i Navy Pilots e gli Army Pilots  a Villa Borghese, evento cui l’Archivista ha dedicato più di un articolo.

 

Si aggiunga infine che la foto era stata fornita dall’Agenzia Strazza, la stessa che aveva fornito le foto per il servizio sulla partita a Piazza di Siena, Roma.

Tutte queste considerazioni ci portano a pensare che si sia trattato di un refuso tipografico, ma potrebbe anche non essere così.

Una domanda rivolta ai cultori della storia del baseball americano: di quale stadio si tratta?

 

 

Pubblicato l11 luglio 2014

10 - Identificato il campo. Si tratta del Crosley Field di Cincinnati.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un amico, attento lettore di quanto vado scrivendo sul sito dell’Archivista, ha dato una risposta all’interrogativo con il quale si chiudeva l’articolo su una foto  americana di un incontro di baseball pubblicata nel 1919 dalla Domenica Sportiva.

Si è trattato di una risposta che è andata oltre l’obiettivo proposto. Non solo è stato identificato il campo, si tratta del Crosley Field di Cincinnati, ma è stato chiarito chi fosse in campo.  La partita in corso è una partita delle World Series del 1919 giocata fra i Chicago White Sox dell’American League e i Cinncinnati Reds della National League.

Quelle World Series si giocarono per la prima volta al meglio su 9 partite invece delle classiche 7. Ne furono comunque sufficienti 8 per vedere prevalere i Reds con cinque vittorie contro 3. 

Una breve ricerca ha permesso di individuare anche un eccezionale video di una di quelle partite,  per vederlo cliccare qui.

Dal minuto 1:23 al minuto 1:36 un incredibile play by play della partita per i tifosi di New York.

L’amico lettore è Leo Marchi di Sasso Marconi.

La squadra dei Red Sox del 1919

Pubblicato il 15 luglio 2014

11 - Baseball e softball in bella evidenza alla festa della polisportiva Lazio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ieri 18 luglio, presso la prestigiosa sede della Canottieri Lazio, la Polisportiva Lazio, 60 sono le sue sezioni, si è svolto un importante evento condotto dal suo Presidente Antonio Buccioni. Di rilievo la costituzione dell’Associazione Antichi Atleti Lazio.

Baseball e softball particolarmente in luce, con Giulio Glorioso nominato vice presidente dell’Associazione e Alessandra Cirelli di cui il presidente della polisportiva ha ricordato i tanti allori conquistati per la S.S.Lazio.

 

Particolarmente emozionante il momento in cui Buccioni ha presentato al pubblico, costituito da grandi atleti e dirigenti del passato e del presente di tutte le discipline, lo scudetto di Campione d’Italia baseball 1949 donato da Gianni Sbarra. Lo scudetto sarà un importante cimelio del progettato museo della Polisportiva.

Antonio Buccioni presenta lo scudetto 1949

donato da Gianni Sbarra

Alessandra e Angela Cirelli con Antonio Buccioni

Pubblicato il 18 luglio 2014

12 - La “maledizione” del 9 luglio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Forse parlare di “maledizione” è esagerato, certo però che in quella data dell’anno accaddero nel baseball due eventi singolari.

Nel 2002 quel giorno si giocava al Miller Park di Milwaukee l’All Star Game fra le due Leghe americane. La partita si concluse all’11 inning in parità sul punteggio di 7 a 7. 

Come mai venne considerata conclusa in parità, una vera bestemmia per il baseball americano? Semplicemente perché le due squadre si trovarono  ad aver esaurito i lanciatori. La decisione provocò accese polemiche.

Ma qualche anno prima in quello stesso giorno si era verificato un fatto analogo, un’altra partita venne considerata conclusa in parità al 9° inning sul punteggio di 0 a 0.

Siamo questa volta invece a Barcellona nel 1955 dove si sta disputando il II° Campionato Europeo di Baseball.

L’Italia, giunta in Spagna nel ruolo di favorita in quanto campionessa in carica, perdeva malauguratamente le due prime partite, 4 a 9 con il Belgio e 4 a 5 con la Germania.

Il calendario del campionato ci poneva di fronte ora la Spagna che aveva già vinto due partite e che era in piena corsa per il titolo. L’Italia, ormai scarica dalla pressione psicologica per la vittoria finale del torneo, affrontò la Spagna con il grande desiderio di mostrare il proprio valore. 

Fu una partita accanitissima che vide il punteggio inchiodato sulla parità fino al termine della parte alta del nono inning, l’Italia era squadra di casa. Nel suo turno di battuta finale la grande occasione per noi. Con due out e Masci in terza base è alla battuta Mazzocchi. Sul conteggio di 1 ball e 1 strike e due out sul lancio Masci parte per la Grande Rubata giungendo sul piatto cogliendo alla sprovvista il ricevitore ma … Marzocchi che non si era accorto della rubata sventolò la mazza battendo la palla in foul vanificando l’impresa di Masci. Al lancio successivo Mazzocchi batteva ma veniva eliminato in prima. Il campo non aveva l’impianto per l’illuminazione notturna.

In serata, la Commissione Tecnica decideva che l’incontro sarebbe stato considerato chiuso in pareggio e quindi non sarebbe stato ripetuto. Ciò anche affinché l’incontro del giorno successivo tra Spagna e Belgio fosse determinante agli effetti della vittoria finale, senza che vi fosse pericolo di dover ricorrere ad eventuali spareggi.

I protagonisti italiani: Camusi terza base, Benedetti esterno destro, Sandulli ricevitore, Severini esterno sinistro, Cannucciari esterno centro, Marin seconda base, Macrì interbase, Mazzocchi prima base, Tagliaboschi lanciatore, al nono inning entra in battuta Masci per Severini. 

Fra gli arbitri l'italiano D'Aprile in terza base. D'Aprile venne giudicato il miglior arbitro del torneo.

Italia e Spagna fraternizzano al termine della partita. Sullo sfondo il tabellone

segnapunti fissa il risultato sullo 0 a 0.

Pubblicato il 19 luglio 2014

13 - Il professor Franco Bucchi nel mio ricordo e nel mio cuore di Roberto Bugané

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sul sito della FIBS il mio ricordo del professor Franco Bucchi ed un articolo da lui scritto per l’annuario della scuola in cui insegnava. Desidero condividere alcune foto che non hanno potuto trovare posto nel sito ma che documentano lo stretto rapporto che vi fu fra l’Archivista ancora studente e poi come presidente del CNT e Bucchi e fra Bucchi e la sua scuola. Nell’articolo cito l’”Arena del Sole - Luogo dato agli spettacoli diurni”, la facciata in una foto scattata dalla finestra di casa mia. Anche Gianni Lerker si diplomò peresso l'Istituto Tecnico, laureandosi successivamente. Fu Nazionale e Campione d'Italia.

1981 - Malta - Da sn Bugané, funzionario, Bucchi, Bernini.

1953 - Nella seconda fila dal basso, da sn: prof. Bucchi,

il terzo studente è l'Archivista.

Foto a sn: 1963 - il prof. Bucchi e tre giocatori del Gruppo Sportivo Aldini-Valeriani

Gianni Lerker con la divisa della Fortitudo Bo.

La casacca della Polisportiva Aldini-Valeriani

Bologna. A dx la facciata de L'Arena del Sole Luogo dato agli spettacoli diurni

Pubblicato il 22 luglio 2014

14 - Il Soldier’S Field di Villa Opicina, Trieste

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il  Soldier’s Field è a ragione nella storia del Baseball italiano.

 Costruito dagli americani negli anni '50-'51 ed inaugurato il 7 giugno 1952 dal Maggior  generale Edmund B.Seebre, comandante del TRUST, grazie ai fondi del Piano Marshall, fu il terreno di gioco delle squadre militari delle truppe di occupazione del Territorio Libero di Trieste. Nell’ottobre del 1954 venne trasferito all’amministrazione italiana nel momento in cui Trieste ritornò completamente in seno alla Patria.

A buon titolo quel campo entrò nella storia del baseball italiano quando nel luglio del 1952 ospitò gli allenamenti della Nazionale Italiana in vista di Italia – Spagna, primo incontro internazionale degli azzurri.

 

Sul sito fibs.it un articolo sul campo.

 

Cliccado qui uno spezzone del documentario con scene di baseball al Soldier's Field e un interessante commento.

 

I ricevitori dell'Italia al Soldier's Field:

Marcucci, Rizzo, Consonni.

Pubblicato il 30 luglio 2014

15 - Un baseball da tavolo risalente al 1912 al Museo dello Sport di Torino

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il 27 settembre siamo  stati presenti all’asta di cimeli sportivi organizzata presso il Museo dello Sport di Torino. Scopo della nostra visita era quello di vedere se erano posti all’incanto cimeli relativi al baseball e al softball italiani, ricordardiamo che in aprile il museo ha ospitato una piccola mostra di memorabilia raccolte dal Museo FIBS, in quanto abbastanza genericamente erano annunciati oggetti relativi al nostro sport.

Diciamo subito che da questo punto di vista le cose non sono andate come speravamo però è stata l’occasione per prendere conoscenza di memorabilia americane sul baseball presenti  in Italia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Oltre alle memorabilia poste in asta, delle quali parleremo in un altro articolo, abbiamo trovato un altro “oggetto” che ha attratto la nostra attenzione ma che non era posto all’asta ma era in vendita ad un banco che ne esponeva tanti altri  acquistabili direttamente.

L’oggetto era costituito da una lastra metallica dell’ spessore di circa 2/10 di millimetro, apparentemente un coperchio ritagliato di una scatola in latta. Qui accanto la potete vedere in una foto da noi scattata. Diversi i particolari che ci colpivano: la scritta “Major League Indoor Base Ball” e le foto di giocatori riportati su due file, una in alto ed una in basso. Fra quei giocatori notavamo subito il ritratto di Honus Wagner.  Vi erano tutti gli elementi per datare quell’oggetto agli inizi del secondo decennio del 1900.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ci informavo sul prezzo, circa 100 € era la richiesta. Non trattandosi di baseball italiano soprassedevamo ripromettendoci di fare comunque una ricerca per chiarire quanto possibile su quel curioso oggetto.

Come al solito internet ha risposto con dovizia di particolari. Si trattava di una lastra che in origine decorava una scatola in legno contenente un gioco di baseball da tavolo. Data di produzione 1912. Informazioni dettagliate le abbiamo ritrovate nel catalogo di un’asta nella quale l’oggetto era stato posto all’incanto. Dovremmo dire più correttamente in due aste, nelle quali due oggetti simili erano stati aggiudicati per due prezzi abbastanza diversi fra di loro, differenza di prezzo dovuta al fatto che il colore di fondo dell’immagine era diversa nelle due e quella aggiudicata per il valore più alto più rara dell’altra. Una notizia di interesse era il costo di vendita nel 1912, 5 $.

A questo punto lasciamo la parola al catalogo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Incredibly Complete 1912 "Major League Indoor Base Ball" Game Featuring Carl Horner T206 Portraits Including Honus Wagner

 

 

 

 

 

 

 

Ladies and gentlemen of the jury: This catalog description seeks to prove, on the basis of the following iron-clad evidence, that the exemplar presented here before you is indeed, beyond a shadow of doubt, one of the finest surviving baseball games on the face of the earth. EXHIBIT A - The game in question, "Major League Indoor Base Ball," spans the grand dimensions of 2-5/8" x 19-3/8" x 13-1/4", and it is of the exceedingly rare orange variety rather than the more commonly seen red version. EXHIBIT B - Apparently played very little if at all and then safeguarded under lock and key for the past century, Philadelphia Games Company's creation showcases unimprovable NM condition inside and an EX to EX/MT appearance (w/significant professional restoration) on the vulnerable exterior.EXHIBIT C - Everything is intact and present—the spinner; the upright nails; the 20 wooden player pegs and numerous line-up cards (both still housed in their gilt-stamped red boxes); the testimonial sheet with Connie Mack's endorsement (FR w/restoration); the advertising sheet pricing the game at a then-princely sum of $5 (VG w/restoration); and a perhaps never-before-seen, redeemable mail-in coupon (EX/MT). EXHIBIT D - Glorious graphics inside and out boast a colorful stadium scene and 16 Carl Horner T206 portraits—HOFers Wagner, Cobb, Mathewson, Johnson, Speaker, Lajoie, Baker, Walsh, Wallace, Chance and Bresnahan, plus other stars of the day Chase, Kling, Rucker, Bescher and Dooin. EXHIBIT E - To our knowledge, the last time an orange "Major League Indoor Base Ball" game surfaced at auction with even close to this level of completeness and preservation, it was in July 2000 at a final value of $5,750. With this, ladies and gentleman, we rest our case.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Questa asta si chiudeva il28 maggio 2014 con I seguenti riscontri:

Base d’asta                       1.000 $

Offerta finale                    4.481 $

Numero offerte              11

 

L’altra asta con lo stesso oggetto in vendita ma con il colore di sfondo del coperchio in rosso,  versione più comune, ha avuto i seguenti riscontri

Base d’asta                        500 $

Offerta finale                    3.286 &

Numero di offerte          21

L’asta si è chiusa il 4 settembre 2014 

Pubblicato il 28 settembre 2014

16 - Nuove “vecchie” cartoline per la collezione del Museo F.I.B.S.

 

 

 

La FIBS possiede una pregevolissima collezione filatelica. L’Archivista senza alcuna pretesa di porsi in concorrenza, concorrenza nella quale avrebbe indubbiamente la peggio, si è dedicato alla raccolta di  cartoline aventi come soggetto il baseball o il softball o che in un qualche modo siano riconducibili ai nostri sport.

Recentissimamente sono venute ad arricchire la già consistente raccolta, sono circa 140 i pezzi che la compongono, sei “nuove” cartoline. Due di queste furono pubblicate in occasione dell’VIII° Campionato di baseball che si svolse a Milano dal 29 agosto al 6 settembre 1964.

La prima, particolarmente bella, è quella che raffigura l'affiche della manifestazione, opera di Corrado Mancioli, il grafico fratello del più famoso Ottorino che invece fu l’autore dell’opera raffigurata nella cartolina prodotta per il III° Campionato Europeo di baseball del 1956, cartolina anch’essa presente nella raccolta.

La cartolina del 1964, come quella del 1956, fu prodotta e distribuita dalla FIPAB.

La seconda invece fa parte di un set, probabilmente di 6 cartoline, che con vignette umoristiche propaganda il baseball. E’ sconosciuto il nome del grafico. Stampate dalla “Multigrafica” di Roma, riportano sul retro la sola scritta “BASEBALL” ed un numero progressivo. Quella recentemente acquisita è la numero 2. Nella collezione manca la 4. L’attribuzione all’VIII° Campionato Europeo è stata fatta accettando per buona la dicitura che accompagnava la proposta di asta fatta da Ebay.com. Eventuali maggiori informazioni provenienti dagli appassionati saranno le benvenute.

Le rimanenti 4 sono invece state emesse dal Comitato Organizzatore Fiorentino della FIBS in occasione della Fase di Firenze del XXX° Campionato Mondiale di baseball disputatosi in quella città dal 23 al 28 agosto 1988. 

Pubblicato il 27 ottobre 2014

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

17 - I distintivi della F.I.PA.B. Federazione Italiana Palla Base. Come nacque il primo.

Nell’articolo pubblicato sul sito FIBS l’archivista ha raccontato come nacque nel 1966 il distintivo destinato ai vincitori del Premio di Merito “Il Diamante”. Non fu il solo distintivo diffuso dalla F.I.PA.B. che fin dal 1952  pensò di dotarsi di un distintivo. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

All’uopo organizzò un concorso fra gli appassionati. Ne dette notizia su Baseball Softball, l’organo ufficiale della federazione che pubblicò sul n.3 il bando di concorso per il bozzetto del DISTINTIVO UFFICIALE DELLA PALLA BASE ITALIANA. Come si può leggere nei ritagli del giornale che tenne  informati sull'evolversi del concorso, la commissione giudicatrice non ritenne idoneo nessuno dei bozzetti presentati. Venne comunque assegnata una medaglia d’onore a Gianni Sbarra, che fra l’altro era stato la tessera n.1 della Associazione Italiana Baseball, che ebbe modo di porre in luce la sua abilità grafica, abilità di cui dette grande prova negli anni successivi in tanti documenti tecnici della federazione. 

Qui sotto altri distintivi diffusi dalla FIPAB conservati dal Museo FIBS. Non vi è certezza che non ve ne siano altri. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Presentiamo qui quello che comunque fu il primo distintivo, probabilmente diffuso negli anni ’53-’54, forse derivato da uno dei bozzetti. .

Pubblicato il 23 novembre 2014

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

18 - Un “Galà” d’altri tempi fra le donazioni al museo FIBS ricevute in occasione del Gala dei Diamanti 2014

Giornata emozionante per l’Archivista quella del 13 dicembre all’Auditorium Paganini di Parma. Il primo motivo naturalmente è il riconoscimento che la FIBS gli ha voluto tributare, il secondo per tre donazioni al museo.

La prima è stata quella, graditissima, fatta da Giulio Montanini che ha voluto donare una delle sue divise indossate nelle innumerevoli volte che ha fatto parte dello staff tecnico delle Nazionali italiane di baseball. La casacca porta l’autografo del grande tecnico apposta in nostra presenza.

La seconda è stata particolarmente in tono con la giornata. Si tratta della donazione del manifesto annunciante un “Gala” di tanti anni fa, per la precisione quello tenutosi a Novara il 28 marzo 1976. 

In quell’occasione vennero premiate tutte le squadre vincitrici dei campionati 1975 di baseball e softball. A quella giornata TuttoBaseball Softball di Giorgio Gandolfi dedicò due pagine con un articolo e tante fotografie scattate da Giovetti.

Terza, ma non meno importanti delle precedenti, una pubblicazione numero unico del 1972, dedicata al Baseball Novara. Nel fascicolo la storia della Società accompagnata da tante foto che ci ricordano tanti personaggi del baseball novarese divenuti poi importanti per il baseball italiano,

citiamo per tutti Beppe Guilizzoni.

Impreziosisce la copertina una grafica di Gian Carlo Mangini che vede un lanciatore di baseball lanciare ad una battitrice del softball.

Il manifesto, anzi i due manifesti in quanto ne è stata donata anche una copia in formato ridotto, e l’opuscolo sono arrivati al museo grazie alla sensibilità e generosità del dirigente novarese Paolo Bossi. 

Pubblicato il 19 dicembre 2014

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

19 - Un caro amico, Mario Bretto, non c’è più. di Roberto Bugané

Se ne è andato il 23 dicembre 2014 lasciando un grande vuoto in coloro che lo conobbero.

Lo voglio ricordare con quanto ebbi a scrivere in occasione della pubblicazione nel 2008 di un opuscolo celebrativo dei sessant’anni da lui dedicati ai nostri sport.

Nel 2009 è stato indotto nella Hall of Fame della FIBS fra i dirigenti.

Così lo ha ricordato il sito della FIBS .

 

Pubblicato il 28 dicembre 2014

20 - Baseball d’altri tempi: il Monza B.C.

Tutto nacque grazie alla curiosità di un monzese in giro per Milano. Si trattava di Ambrogio Daelli che, trovatosi a passare davanti al Giuriati di Milano, fu colpito da un gruppo di giovani di bianco vestiti che, agli ordini di un ometto armato di fischietto, si passavano la palla indossando strani guanti mentre altri cercavano di colpire la palla con strani bastoni. Erano il Milano Senatori, la più antica squadra di baseball italiana, mentre l’ometto era Max Ott. Ce lo racconta Gian Carlo  Mangini in un suo articolo pubblicato nel 1953 sul numero 3 di Tennis e Baseball.  

Pochi giorni dopo l’incontro con quei giocatori comparve sul quotidiano monzese Il cittadino un comunicato che reclutava giocatori di baseball. 

Si presentò anche un giovane americano di nome Jimmy Dvoraceck che venne immediatamente nominato allenatore. Nel 1950 il Monza partecipò alla fase preliminare del primo campionato italiano, approdando successivamente al campionato di Serie A del 1951. Nel 1952 si classificava addirittura quarto. In quella squadra militava Luigi Consonni che collezionò sette presenze nella Nazionale italiana di baseball.  Nella foto presentata mancano Ambrosini II, Lattarini e Alzati. 

Qui a fianco una caricatura di jimmy Dvoracek eseguita da Gian Carlo Mangini, una delle prime della sua lunghissima carriera di caricaturista del baseball e softball italiani

Una formazione del Monza. Mancano Ambrosini II, Lattarini e Alzati

L'allenatore jimmy Dvoracev nella caricatura di G.C.Mangini

Pubblicato il 15 gennaio 2015

21 - Soldi pochi, tanta passione!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fra gli innumerevoli documenti che il compianto Mario Bretto ha donato al Museo FIBS vi è il “Registro di cassa” del Baseball Club Torino di cui fu per anni appassionato dirigente. 

Con una veramente inusuale precisione e pignoleria vi sono registrati tutti i movimenti di cassa dall’1.1.1952 al 26.7.1954, dalle 550 lire di mancia al custode del campo, alle 10 mila per l’acquisto dei cotillons per i veglione societario, all’incasso di lire 4.200 “per oblazione volontaria” per la partita Torino-Inter del 14.4.1952.

Vi sono registrati tutti i versamenti delle quote annuali dei soci, nella pagina qui riprodotta al progressivo 50 vi si può leggere del versamento di 1.000 lire per il 1952 della sig.na Pucci Meschieri (futura signora Campioni, n.d.r.), socia dal 1.1.1952, tessera n.32.

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Fra le pagine del Registro si è ritrovato un foglio MATRICE BORDERO’ relativo alla partita del Torino contro il Livorno. Giocata il 10 maggio 1953. Risultano venduti 100 biglietti “interi” al prezzo di 200 lire cd. e 16 “ridotti” al prezzo di 100 lire, incasso totale 21.600 regolarmente registrato alla voce 128 del registro di cassa, ove sono pure

registrate le 4.946 lire pagate alla SIAE come percentuale dell’incasso.

Leggere questi numeri ci fa chiaramente capire quanto siano stati duri i primi anni e come solo la infinita passione di quei protagonisti abbia mantenuto in vita il nostro sport.

Queste immagini, ed altre, sono leggibili in galleria. Interessanti le annotazioni sulle entrate e uscite economiche di una partita di campionato, le spese e gli incassi di iniziative promozionali di finanziamento e di gestione del sodalizio. 

Pubblicato l'11 febbraio 2015

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

22 - Le cartoline del Museo FIBS.

Il museo del baseball e softball italiani ha da tempo avviato la raccolta di cartoline relativa ai due sport.

Non è una raccolta di carattere filatelico, si tratta della raccolta di cartoline che hanno come soggetto dell’immagine i nostri due sport ma anche cartoline generiche nelle quali il testo contiene l’autografo di uno o più personaggi storici da tutti conosciuti.

La collezione parte da molto lontano, la prima cartolina è stata pubblicata dall’YMCA in Italia nel maggio 1918.

Vi sono cartoline pubblicate direttamente dalla federazione in occasione di grandi eventi sportivi, da società affiliate per pubblicizzare eventi da loro organizzati o più semplicemente per inviare auguri in occasione di feste. Così come vi sono le cartoline pubblicate dall’AIBXC. Una cartolina abbastanza singolare contiene i saluti di tutti i componenti del Nettuno B.C. spedita a un dirigente di un’azienda di Pomezia, dirigente di origini bolognesi e per questo la cartolina è la foto del piazzale della Stazione delle F.S. di Bologna.

Vi è anche una cartolina pubblicata a cura delle Calze Verdi di Casalecchio di Reno con una visione a vol d’uccello del progetto del Campo di baseball di quella località inaugurato nel 1953.

Le cartoline al momento raccolte sono oltre 150 ma l’Archivista è certo che ve ne sono tantissime altre che meritano di entrare nella collezione: di qui l’invito a donare al museo quanto nella propria disponibilità. Grazie

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pubblicato il 22 marzo 2015

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

23 - 1979 – La partita che vide i “giornalisti” affrontare “tecnici e dirigenti”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In piedi, da sinistra, Egidio Cerea (non era giornalista ma collaborava con Tuttobaseball), Stefano Germano, Giancarlo Mangini, Mario Bruno, un giornalista giapponese, Andrea Ponticelli. 

Accosciati da sin. Enzo Di Gesù, Romolo Mombelli, Roberto Montuschi e Giorgio Gandolfi.

In piedi, da sinistra,, “nn”, Matteo Lo Turco, Aldo Notari, “nn2”, Sergio Bernini (?). Silvio Craia, nn3”, Beppe Prone.

Accosciati, da sinistra, Perry Pilotti, Roberto Bugané, Gualtiero Carli, Bruno Beneck, Odino Gilioli.

Nel 1979, nel corso  del Campionato Europeo che si svolse a Trieste sul campo di Opicina, nel giorno di sosta del torneo, si giocò una partita che vide opposte la squadra dei “tecnici e dirigenti” e quella dei “giornalisti”.

 

  In più di un’occasione è stata presentata la squadra dei tecnici ma mai quella dei giornalisti. Recentissimamente Enzo di Gesù, che all’epoca era il principale collaboratore di Giorgio Gandolfi nella pubblicazione di Tutto Baseball e Softball, ha espresso  la volontà di donare al Museo del Baseball e del Softball della Fibs i documenti ancora da lui conservati. Alla sua dichiarazione ha fatto immediatamente seguire i fatti iniziando a trasmetterne un certo numero, tutti estremamente interessanti.

 

Fra i documenti trasmessi è venuta alla luce la foto della squadra dei “giornalisti” che si oppose a “tecnici e dirigenti” . Ve la proponiamo ora qui a fianco. Le divise vennero gentilmente offerte dalla società Alpina.

 

Di seguito la foto dei "tecnici e dirigenti" fra i quali spiccano due che furono Presidenti della FIBS, Bruno Beneck e Aldo Notari. Della squadra faceva parte anche l'estensore di queste note.

 

Nelle due foto sono presenti ben sei indotti nella Hall of Fame del baseball italiano: Bruno Beneck, Aldo Notari, Giancarlo Mangini, Stefano Germano, Giorgio Gandolfi, Roberto Bugané.

 

 

Alcuni, nn, nn2, nn3, non siamo riusciti a riconoscerli, mentre sul nome di Bernini sussiste qualche dubbio. Ogni contributo in merito sarà il benvenuto.

 

Pubblicato il 23 ottobre 2015

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

24 - Enzo Virdia, pioniere del softball e baseball, ha donato i propri cimeli e documenti al Museo FIBS. Storia e curiosità. Di R.Bugané

E’ un evento importante per il Museo del Baseball e del Softball italiani. Una donazione è venuta ad arricchire il già corposo insieme di documenti e cimeli del museo FIBS. Enzo Virdia ha donato tutto il suo archivio di ricordi legati al softball maschile degli anni che vanno dal 1946 al 1949 e quelli del baseball dal 1949 ai primissimi anni ’50.

Il primo che presentiamo è un “Diploma” rilasciato alla Squadra Olimpia per la sua partecipazione al campionato di softball di 2^ Divisione. E’ un documento di importanza storica perché certifica lo svolgimento di un vero campionato, il primo in assoluto che si svolse in Italia, organizzato dalla YMCA di cui era dirigente Guido Graziani che appone la sua firma autografa. Una curiosità. Al centro in alto il timbro della Lega Italiana Softball, sotto il timbro una etichetta. Come mai quell’etichetta? Per nascondere una eredità dell’anteguerra: il simbolo del fascio littorio che faceva parte del logo della YMCA. Come facciamo a saperlo? Certamente non l’abbiamo scoperto staccando l’etichetta, avremmo danneggiato il documento. Lo sappiamo perchè nell’archivio del museo vi è un altro diploma uguale rilasciato in occasione del primo torneo di softball nel settembre 1946, in tale diploma il logo dell’YMCA non è stato ricoperto.

Secondo cimelio è il piccolo trofeo consegnato ai giocatori vincitori del primo campionato italiano di softball. Sul trofeo  vi è inciso: 1° TORNEO DI SOFT-BALL ROMA 1946. Ma non solo. In alto, sopra il giocatore che batte vi è inciso “SOFTBALL CHAMPIONSHIPS WINNERS”. Più in alto vi sono ancora delle scritte che ci dicono da dove provenissero tali trofei. Una scritta ad arco dice “CANADIAN FORCES OVERSEAS”, sotto in un riquadro “R.C.A.F. GIBRALTAR 1944”. Una breve ricerca ci ha spiegato il significato delle lettere puntate: Royal Canadian Air Forces. Tutto chiaro. Come mai Graziani aveva nella sua disponibilità quei trofei? Per prima cosa bisogna ricordare che la YMCA affiancava la Croce Rossa durante la seconda guerra mondiale, seconda cosa è che il grande dirigente romano chiese aiuti alle truppe alleate presenti a Roma e che quindi furono esse a donarle.

Chi è Enzo Virdia. Un pioniere del softball e del italiani. Nato a Verona il 15 marzo 1928, fu giocatore di softball a Roma dal 1946, passò al baseball nel 1949 vincendo con la Lazio il campionato di baseball della FIBS di quell’anno.

Nella foto accanto lo scudetto di campione d'Italia per la FIBS.

Una nota sugli scudetti. Nel 1950 la LIB e la FIBS si fusero dando vita alla FIPAB. In tale anno furono autorizzate a cucire sulle proprie divise lo scudetto di Campione d'Italia, il Firenze BC, vincitore del campionato della LIB, e la Lazio vincitrice del campionato FIBS. 

Il diploma di partecipazione al campionato di softball

del 1946 della LIS rilasciato all'Olimpia.

Pubblicato il 22 novembre 2015

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

25 - Gianni Sbarra, figura di spicco nei nostri sport. Di Roberto BUgané

Si è riparlato sommessamente in questi giorni di Gianni Sbarra in occasione della sua dipartita. Gianni merita ben altra attenzione.

 

E’ stato un vero pioniere dei nostri sport in Italia, fu il principale aiutante di Guido Graziani nella introduzione dello sport del batti e corri a Roma.

Oltre che la tradizione orale ce lo dicono i documenti. In uno di essi il nostro firma nelle vesti di Segretario della LIS, la Lega Italiana Softball. Il documento è stato da lui stesso donato, assieme a tanti altri, al Museo della FIBS. Nel donarlo, mostrando la sua innata modestia, volle quasi sminuire quel ruolo affermando che al momento della firma la LIS era ancora in fase embrionale e la struttura organizzativa era di fatto costituita solo da Graziani e lui. In un altro documento risulta nominato tecnico con il massimo del punteggio in un corso per allenatori indetto dalla LIS.

Alla nascita della Associazione italiana Baseball, filiazione della LIS, gli venne assegnata la tessera N.1 quasi a sancire la sua posizione di propugnatore della nuova disciplina.

 

Passato al baseball con la Lazio vinse lo scudetto di campione d’Italia nel campionato FIBS del 1949, il primo di tale organizzazione. Nel baseball  fu giocatore e allenatore di baseball. Grazie alle sue conoscenze tecniche e alla sua abilità di disegnatore produsse numerosi testi sulla tecnica del baseball e del softball.

Fu moltissime volte coach delle nazionali di softball. Lo fu di Soldi nel primo campionato del mondo cui partecipò la nazionale di softball. Quel campionato si svolse negli USA a Bridgeport. Il sindaco di quella città lo volle onorare della cittadinanza onoraria.

Pubblicato l'1 dicembre 2015

Per vedere i documenti dell'articolo 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

26 - Glorioso, Sbarra, Cameroni e Pettener al Corso USAFE del 1964. Di Roberto Bugané

Nella storia della FIBS vi sono più casi di corsi tenuti all’estero cui hanno partecipato tecnici e arbitri Italiani.

Uno dei primi fu certamente quello tenutosi in Germania a Rhein Main dal 3 al 7 febbraio 1964 a cura dell’USAFE, le Forze Aeree Americane in Europa.

Si trattava di corsi dedicati ai tecnici ed arbitri delle truppe americane ma anche aperti alla partecipazione di corsisti provenienti dall’estero.

Al corso di quell’anno parteciparono 5 tecnici italiani e cioè Giulio Glorioso, Gianni Sbarra, Aldo Urbano (in realtà non un tecnico ma un dirigente della S.S.Lazio), Gigi Cameroni e un certo Angelo Gisiano, sempre che il nome sia corretto, di cui la nostra storia ha perso le tacce. Completavano il gruppo dei tecnici il tedesco klaus Helmig, grande amico del nostro Giulio, e tre militari dell’aviazione canadese.

La copertina del 

depliant del corso

Oggetto del corso.

Al corso per arbitri parteciparono gli italiani Carmelo Pettener, Adolfo Barbuti e Gianni Di Giusto, il militare canadese FS Jack Roche, gli olandesi D.L.U.D. Klaauw e J. Dewolf.

Gli istruttori del corso

Il programma del corso per coaches

Il programma del corso per umpires

Gli istruttori erano giocatori, tecnici e arbitri principalmente provenienti dalle Major League statunitensi. Ci piace però ricordare fra di essi, anche se non compare nei documenti qui allegati, Samuel J. Corallo, Athletic Director Spain/Morrocco Sports District, che nel 1952 guidò la Nazionale italiana nel suo primo incontro internazionale contro la Spagna.

Al termine del corso venne rilasciato un attestato di partecipazione di cui qui presentiamo quello di Gianni Sbarra.

Al momento non siamo in grado di dire se la trasferta degli italiani sia stata a carico della federazione, approfondiremo.

Tutto il materiale che ci ha raccontato questa storia è stato donato al museo FIBS da Gianni di cui piangiamo la recentissima scomparsa.

Pubblicato il 2 dicembre 2015

I partecipanti ai corsi della classe internazionale

L'attestato rilasciato a Gianni Sbarra.

Per vedere i documenti dell'articolo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

27 - La festa del baseball ha origini lontane. Di Roberto Bugané

Il continuo lavoro di ricerca attorno alla storia del baseball italiano porta spesso alla luce cose di cui si è persa la memoria.

L’ormai tradizionale Gala Dei Diamanti, che dal tempo di Beneck ha cambiato più volte denominazione e collocazione nel calendario, ha origini lontanissime. Tanto lontane da coincidere con la nascita del baseball in Italia nel dopoguerra.

Max Ott nel 1948 organizzò il primo campionato italiano di baseball della LIB. Tutti sanno che vi parteciparono quattro squadre milanesi ed una bolognese. E fu proprio la Libertas Bologna ad aggiudicarselo.

Max Ott, da quell’eccezionale promotore che era, decise di festeggiare la squadra campione organizzando, verso la fine dell'anno, una festa a Bologna durante la quale consegnare lo scudetto ai vincitori, un po’ come si fa oggi al Gala.

Non fu un Gala, i tempi non erano ancora maturi per poter utilizzare quel termine, si trattò invece di un “Veglione”.  Venne scelta una importante sala da ballo, allora in realtà si preferiva chiamare quei locali “dancing”, nome che colpiva di più la fantasia dei giovani attratti da tutto ciò che sapeva di americano, vedi il baseball. Si trattava del “Vallechiara”, nome dato sull’onda del successo del film americano “Serenata a Vallechiara” del 1941 ma giunto sugli schermi italiani a guerra finita, che si trovava al piano inferiore del Cinema Manzoni, nella centralissima via De Monari, fra via dell’Indipendenza e via Galliera; caratteristica particolare della sala era che vi era una colonna al centro della pista e il pavimento in pendenza.

I balli si sarebbero protratti fino alle due di notte, oltre alla consegna dei remi erano previsti “sorprese e cotillons”, suonava l’orchestra Guidi.

Un ultimo particolare, il veglione si tenne il 9 dicembre, data molto simile a quella nella quale si programmano gli odierni Gala.

Per dare pubblicità a quel veglione venne preparato un manifesto che venne affisso in città.

Pubblicato il 26 gennaio 2016

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28 - L’11 giugno sarà giocato a Milano il primo grande incontro di Base-ball, dice il manifesto, ma andò veramente così? di Roberto Bugané

Non proprio, come più volte raccontato, non fu il primo incontro di baseball in Italia.

La prima notizia certa pone il primo incontro al 23 gennaio 1884 a Livorno ove venne svolto un torneo fra i marinai americani della fregata Lancaster e quelli della corvetta Guinnenbaug che si svolse nei giorni, 23, 24, 25 e 27 gennaio.

Nel 1889 due squadre professionistiche giocarono a Napoli il 19 febbraio, a Roma il 23 e a Firenze il 25.

Nel 1919 poi a Roma giocavano un buon baseball 2 squadre  così come testimoniato da un volumetto edito dall’YMCA e destinato al Governo italiano. Sempre a Roma il 13 giugno1920 venne giocata una partita fra due squadre allo Stadio Nazionale, partita che si ripeté il 20 dello stesso mese.

Nel 1931 gli accademisti della Farnesina giocarono una partita a San Remo in occasione di una grande adunata di giovani fascisti.

 

Giungiamo infine al 27 giugno 1948 quando a Milano allo Stadio Giuriati alla presenza del Console Americano e della dirigenza della LIB capitanata da Max Ott venne giocata quella che da lui venne dichiarata la prima partita di baseball in Italia.

Di tutto quanto detto sopra il Museo del Baseball e del Softball Italiani conserva documentazione originale o copia fotografica.

E allora come la mettiamo con quanto dichiarato dal manifesto? Possiamo fare solo delle supposizioni.

 

 

 

 

Max Ott, per rimarcare la primogenitura del gioco per ingraziarsi ed ottenere il supporto delle autorità americane, aveva cercato di fissare per il 4 luglio la partita, perché quella data è festa nazionale USA, ma non fu possibile. Pensò, forse, allora di spostarla al giorno 11 luglio, ma qualcosa non funzionò come previsto e la partita venne giocata anticipatamente il 27 giugno. Probabilmente questo manifesto non venne mai affisso in città.

Errore grossolano dell’Archivista!!! Il manifesto non si riferisce a una partita da giocarsi a Milano ma ad Alessandria allo stadio Moccagatta. Di quanto soprascritto resta valida la parte in cui si narra delle partite giocate prima del 1948. Il resto relativo al manifesto a partire da “E allora come la mettiamo…” è da considerarsi cancellato

 

 

 

 

Modificato il 29 gennaio 2016

Pubblicato il 29 gennaio 2016

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29 - Alessandria, città pioniera del baseball italiano. di Roberto Bugané

La presentazione del manifesto relativo ad una “prima partita di baseball” da giocarsi l’11 luglio 1948 è stata l’occasione per un errore dello scrivente il quale, pur con dei dubbi in un qualche modo espressi , attribuiva quel manifesto alla partita da giocarsi 

a Milano, in assoluto la prima in Italia nel dopoguerra, da squadre italiane.

Attenti visitatori e lettori del sito mi hanno fatto rilevare che il campo di gioco sul quale avrebbe dovuto svolgersi la partita era il Moccagatta e un campo con quel nome non esiste a Milano ma ad Alessandria.

Alessandria effettivamente fu una delle prime città del nord nelle quali si giocò con palla e mazza, infatti fin dal 1947 vi era nata una squadra di softball. Molto probabilmente Max Ott, nella sua azione di proselitismo a favore del baseball, fece giocare una partita di baseball ad Alessandria per convincere quella squadra a passare al baseball. Furono più di una le squadre di softball che vennero convinte a passare al baseball, quella del Bologna ne fu un esempio.

Che il passaggio avvenne ce lo conferma il manifesto che presentiamo in questa occasione. Vi viene annunciato l’incontro fra gli Yankees di Milano e l’Alessandria Baseball da disputarsi sul “Campo Sportivo Natal Palli gentilmente concesso” il 17 ottobre per il Campionato Italiano Juniores 1948.

Il manifesto però ci dice ancora qualcosa. Alle ore 13 sarebbe stata giocata una partita per la “Coppa U. Caligaris” fra l’Aurora Ragazzi e lo Junior Ragazzi. La domanda è: si trattava di una partita di baseball o di calcio? La prudenza in questa occasione non può mancare, anche se ci piacerebbe poter dire che vi erano già squadre ragazzi di baseball in attività in quel fatidico 1948.

Questa partita ci da modo di osservare che fin dal primo anno la LIB fece disputare anche un campionato giovanile dimostrando una certa lungimiranza nel programmare un futuro al gioco nel nostro paese.

Per vedere le immagini a schermo intero cliccare qui

Pubblicato l'1 febbraio 2016

30 - Il baseball e la pubblicità nei primi anni ’50. Due. di Roberto Bugané

 

Il 10 febbraio 2014 questo sito pubblicò nella pagina News l'articolo N.41, intitolato “Il baseball e la pubblicità" nei primi anni ’50.

Parlavo di come ditte importanti utilizzassero come veicolo pubblicitario pubblicazioni dedicate al baseball e di come ad una ditta che chiedeva l’autorizzazione a pubblicare la foto di Luigi Fattori pubblicata su Tennis e Baseball, un nazionale che partecipò alla prima partita dell’Italia nel 1952 contro la Spagna, per un proprio annuncio pubblicitario, non le venne concessa perché si prefigurava una sorta di professionismo,

Ora vi voglio presentare un inserto pubblicitario, probabilmente più tardo, diremmo del ’62, che supera quel divieto, probabilmente perché non ne venne richiesta l’autorizzazione a pubblicarlo.

Sotto la pubblicità di una famosissima brillantina, che ci presenta il famoso Cesare Polacco che denuncia il di non averla mai provata, troviamo la pubblicità del  Farmovit, un prodotto energetico oggi non più in commercio, con due giocatori in divisa con mazza in spalla. Sono due giocatori italiani, quello visto di fronte è GIANNI SBARRA, il nostro indimenticabile campione che, fra le innumerevoli cose fatte per i nostri sport anche al di fuori dei campi di gioco, si prestò anche in questo caso convinto di non fare solo pubblicità all’energetico ma anche al baseball.

Ricordo qui sotto le immagini pubblicate nell'articolo N.41 delle News. 

Pubblicato il 25 febbraio 2016

 

31 - “Baseball Night Game” a Roma nel 1964 di Roberto Bugané

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Annunciato da un volantino distribuito largamente in città, mercoledì  29 luglio 1964, alle ore 21, si giocò allo Stadio Flaminio una partita di baseball fra una squadra mista “Roma& Nettuno” e i “Rome Americans”.

 

 

 

 

 

 

 

 

Il volantino bilingue enfatizzava i nomi dei lanciatori delle due squadre, per la squadra laziale sarebbe stato sul mound Giulio Glorioso “Mr. Baseball” d’Italia, già dei Cleveland Indians nel 1953, mentre per gli statunitensi vi sarebbe salito l’ex professionista   Jim Batholemew, “Bonus Baby” da 25 mila dollari.

Il volantino con l'annuncio della partita.

Giulio Glorioso allo spring training dei Cleveland Indians del 1953

La partita vide l’iniziale prevalere degli americani che al termine del terzo inning conducevano per 4 a 0. Iniziava poi il recupero italiano che si concludeva con la vittoria per 7 a 4 a nostro favore.

 

La formazione italiana: Sbarra 4, Alfredo Lauri 3 (1), Caiazzo 2 (5), Faraone 9, Blanda 8 (5, 2), Tassini 7 (Sandulli), Mirra 6, Enzo Lauri 1 (Glorioso 3).

 

Quella americana: Bale 4, Spence 2, Thompson 6, Panaro 5, Briscoe 7 (Craig), Wayne 3 (1), Graziaqno 9 (Overholt), Melefsky  8 (Herbert), Haynes 1 (Batholemew).

Arbitri:  Scirman (capo), Chichi e Bises.

Due note. Il campo venne predisposto con la casa base in asse con la linea del centrocampo, ottenendo così linee di foul molto lunghe ma una lunghezza limitata sul centro. Venne costruito un mound per l’occasione, il tutto su progetto, e coordinamento della realizzazione, di Gianni Sbarra.

 

“Bonus Babies”, chi erano? "Bonus Babies" fu così chiamato il gruppo di giocatori non ancora professionisti che entrò direttamente nelle Major Leagues tra gli anni 1947 e 1965. I giocatori che ricevettero un bonus di oltre $4,000 durante quell’epoca vennero identificati come "Bonus Babies". La norma bonus eliminava il tempo da trascorrere nelle Minor League che fu, ed é, il campo di preparazione per la gran parte di giocatori professionisti di baseball nei Stati Uniti. La norma  fu molto criticata perchè tante volte non permise ai giocatori di maturare la necessaria esperienza nelle Minor League perchè dovevano restare nella”panchina” di una Major League.

Lo Stadio Flaminio durante la partita.

Pubblicato l'1 marzo 2016

32 - Si  arricchisce la raccolta di manifesti del Museo FIBS di Roberto Bugané

A movimentare e ad animare piacevolmente il pesante lavoro di catalogazione dei manifesti del Museo del Baseball e Softball italiani, e ad arricchire la collezione, è giunto un cimelio di grande interesse.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lo abbiamo scovato fra le cose poste all’asta su un noto sito che costantemente visioniamo alla ricerca di cose del passato. L’impegno economico non era eccessivo ed abbiamo deciso di acquistarlo.

Si tratta di uno dei manifesti ufficiali del XIX Campionato del mondo di baseball amatori svoltosi a Cuba nel novembre del 1971.

Fu il secondo mondiale al quale partecipava l’Italia, il primo era stato l’anno precedente in Colombia.

Le nazioni presenti con una loro rappresentativa furono: Cuba, Colombia, Nicaragua, Portorico, Panama, Canada, Repubblica Dominicana, Italia, Messico, e Antille Olandesi.

Il campionato fu vinto da Cuba.

 

La nazionale azzurra era composta esclusivamente da giocatori italiani, eccoli: Giorgio Castelli, Bruno Laurenzi, Giuseppe Silva, Giovanni Lercker, Giacomo Bertoni, Enzo Lauri, Giuseppe Reverberi, Franco Geron, Federico Corradini, Fabrizio Fornia, Carlo Passarotto, Alberto Rinaldi, Giampaolo Mirra, Luciano Dall’Ospedale, Gianni Bortolomai, Luigi Ugolotti, Ivan Cavazzano,Alfredo Meli, Daniele Bolsi, Giorgio Costantini.

L’Italia si classificò all’ottavo posto a pari merito con il Messico e davanti alle Antille Olandesi, con due vittorie su Messico e Antille Olandesi, entrambe con il punteggio di 9 a 0.

Qui a fianco il manifesto acquisito. Ci risulta che non fu l'unico pubblicato infatti il sito delle aste ne espone uno ma il costo per il momento non è abbordabile.

Pubblicato il 30 di marzo 2016